INCONTRO SULL'AFFIDO

Il C.I.F. di Rosà il giorno 5/11/2012 ha affrontato il tema dell’ affido  inerente l’argomento generale della FAMIGLIA  programmato dal CIF provinciale e affrontato a livello nazionale.

Sono intervenute con le socie le dottoresse Sonia Scalco e Nency Zanardello del servizio di promozione familiare del Comprensorio di Bassano.

Le dottoresse hanno affrontato i punti salienti di questa attività:

  • Hanno illustrato la legge LG149 del 2001 che disciplina l’affido
  • Le differenze tra l’affido e l’adozione
    • L’adozione ha lo scopo di offrire una famiglia ad un bambino in stato di abbandono
    • L’affido consiste in un aiuto temporaneo mantenendo i rapporti con la famiglia d’origine
  • Tipi di affido:
    • Affido a tempo pieno
    • Affido diurno
    • Affido breve in pronta accoglienza
  • L’affido familiare può essere:
    • Consensuale (affido concordato con i genitori)
    • Giudiziale (disposto dal Tribunale dei minorenni quando i genitori non sono d’accordo)
  • Chi segnala un bambino che sta male:
    • Scuola
    • Vicini di casa
    • Forze dell’ordine
    • Pediatra
    • Parenti
    • Servizi sociali di base
  • Problemi delle famiglie d’origine:
    • Patologie psichiatriche
    • Patologie da dipendenza
    • Famiglie trascurati
    • Famiglie maltrattanti
    • Famiglie molto isolate e senza rete parentale
  • Chi può essere affidatario
    • Famiglie con figli propri
    • Coppie
    • Singoli
  • Percorso formativo con i seguenti contenuti (5 incontri di gruppo)
    • Il bambino in affido
    • La famiglia del bambino
    • La famiglia affidataria
    • Le motivazioni
  • Affidi nel 2011 nel comprensorio: 82 per un totale di 70 minori
    • Diurni 36
    • Residenziali 44
    • Pronta accoglienza 2
    • Accoglienza maggiorenni 3
    • 111 famiglie in banca dati

Da questo incontro è emerso che:

  • al bambino o al ragazzo in difficoltà l’affido serve per un sostegno temporaneo in un ambiente affettivo, educativo ed accogliente
  • alla sua famiglia come occasione per riorganizzare le proprie risorse e rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione delle funzioni educative
  • agli affidatari dà l’opportunità di fare un’esperienza di accoglienza con un arricchimento reciproco

 

Inoltre le dottoresse hanno spiegato che:

Ø  La famiglia affidataria avrà il sostegno degli operatori del CASF per tutto il periodo della durata dell’affido, visite domiciliari, incontri di gruppo con altre famiglie affidatarie.

Ø  Alla famiglia che accoglie in modo residenziale un bambino viene erogato un contributo fisso mensile, svincolato dal suo reddito

Ø  Il giudice può prevedere l’erogazione temporanea degli assegni familiari e delle prestazioni previdenziali a favore dell’affidatario

Ø  Si hanno gli stessi diritti alla maternità e paternità previsti per i genitori naturali

Ø  È prevista un’assicurazione per tutte le famiglie affidatarie e per i bambini affidati per danni provocati a terzi.

Al termine della presentazione da parte delle dottoresse, la signora Manuela ha portato come esempio la sua esperienza di famiglia affidataria da 2 anni e mezzo di un ragazzo che ora frequenta il primo anno delle superiori.

Il suo racconto è stato emozionante soprattutto quando ci ha detto che ha avuto delle difficoltà ma che le emozioni e l’affetto che riceve in cambio sono impagabili.

Consiglia a tutti di fare il percorso formativo che inizierà fra poco all’Ospedale di Bassano e dopo se ci si sente pronti si può fare questa esperienza che è sicuramente gratificante per la famiglia affidataria ma di grande aiuto per il bambino e la sua famiglia

In conclusione,  nell’ incontro è emerso che aiutarsi a vicenda può diventare un’opportunità di crescita, perché favorisce la capacità di pensare, ascoltare, valutare, riflettere sul rapporto che si crea con il bambino affidato.

 

In  un esperienza di affido si dà tanto ma in cambio si riceve moltissimo

 

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